Bisogna puntare all'Area dello Stretto

Ma il ddl sul federalismo è contro il Sud

II 30 gennaio 1998 promuovemmo un incontro pubblico al Cedir ("L'area dello Stretto e le politiche delle autonomie locali, una nuova metropoli nel Mediterraneo"), con i sindaci di allora di Messina e Reggio, Franco Previdenti e Italo Falcomatà l'on. Franco Marini e il sottosegretario agli interni Abbate. Come non richiamare poi il successivo protocollo di intesa tra i sindaci Italo Falcomatà e Turi Leonardi.

Certo la riforma del titolo Quinto della Costituzione del 2001, il ddl sul federalismo ed ancor di più il ddl sul codice delle Autonomie finalmente potranno consentire di passare dalla ideazione, ancora piuttosto immaginifica di istituti come la città metropolitana, ad un percorso credibile di attuazione. A tal proposito mi piace ricordare che in Consiglio Regionale giace dal 2006 un mio progetto di legge sull'Area Metropolitana dello Stretto che prevede un percorso di costituzione della stessa partendo dal versante calabrese e un insieme di iniziative di cooperazione nei servizi di area vasta perfettamente compatibili con la normativa vigente.

Una partenza che spetterebbe solo alla volontà del territorio di innovare e cambiare. Trovo corretta e da sostenere l'idea dell'on. Bocchino di inserire nel codice delle autonomie l'Area dello Stretto che per me come strumento di cambiamento vale molto più della città metropolitana in sé che invece andrà costruita con saggezza e su basi concrete.

L'area metropolitana dello Stretto vedrebbe per esempio solo sul piano del sistema portuale i porti di Gioia, Bagnara, Villa, Saline, Reggio, Messina, Milazzo e potrebbe avere quindi certamente l'effetto moltiplicatore di cui si parla ed è una sfida alla progettualità degli amministratori e dei territori.

La città metropolitana invece, se estesa a tutta la provincia, rischia di essere un nominalismo per non chiamare più provincia la provincia. In questo senso ha ragione l'on. Bocchino che parla di riconoscere quel segno a Reggio perso negli anni 70, riconoscimento formale che a noi brucia ancora. Non giudico comunque positivo il ddl sul federalismo fiscale nel suo complesso.

Il Pdl ha fatto un miracolo prodigioso. Ha fatto parlare almeno in provincia di Reggio bene di un progetto, il federalismo fiscale, che nasce contro il Sud e nonostante le modifiche oggetto di emendamenti del Pd, alcuni dei quali scritti dai tecnici della Regione Calabria, è il più grande tradimento del senso di unità della nazione e sottrarrà risorse significative al Mezzogiorno. Se no perché Bossi e Calderoli lo avrebbero preteso perché sono dei riformatori illuminati o dei meridionalisti? La Città metropolitana è quindi un ologramma proiettato su un provvedimento contro il Sud.

Nella nostra storia c'è sempre un vessillo usato come diversivo per gabbare i meridionali, un'arma di distrazione di massa. Anche Bocchino dice candidamente "Bisognava anche far capire che An non stava subendo il federalismo fiscale, ma anzi lo condivideva con misure nuove ed opportune: mi riferisco alla valorizzazione di Roma capitale e di Reggio città metropolitana" I tagli operati alle risorse già programmate per il Sud sono agli atti e nessuno li può ignorare. Persino Lombardo, presidente della Regione Sicilia, ogni tanto schiera Mpa su posizioni di critica a certe scelte del Governo. Basta guardare i piani di investimento delle Ferrovie (Rfi).

Ma basta leggere Gazzetta per capire come Moretti stia perseguendo l'obiettivo di abbandonare il Sud. Il taglio dei Fondo Aree Sottoutilizzate (Fas) di 20 miliardi di euro, l'utilizzo di 9 miliardi di euro del Sud per finanziare di fatto il piano anticrisi al Nord, la riprogrammazione delle opere pubbliche fatte da poco dal Cipe che riduce la quota per il Sud dall'85 % ad un nominale 45 %, che cosa sono, segni di affetto? La chicca è di qualche giorno fa: in commissione alla Camera si è deciso di usare i Fondi Aree Sottoutilizzate per pagare le multe delle quote latte degli allevatori del Nord che non hanno rispettato le regole comunitarie. Per concludere: è stato positivo l'emendamento dell'on. Laganà.

Sbagliato e imbarazzante lo scambio tra emendamento e silenzio sui Bronzi. Anche perché Bocchino non riconosce alcun ruolo a noi del Pd per la città metropolitana. "L'emendamento presentato - dice -, lo hanno fatto per farselo bocciare e poter ribadire che il federalismo aiuta solo il Nord . Ma il sindaco Scopelliti, che è più bravo di loro, aveva preparato la strada giusta".

Quindi nonostante "Gazzetta" sia molto onesta sul punto, è stato chiaramente un accordo da sudditi. Il Pd della Calabria ha il dovere morale di dire cosa sarà il Federalismo fiscale e nessun baratto laverà la coscienza per avere fissato regole per il futuro penalizzanti per il Mezzogiorno. Noi come Regione stiamo definendo un programma di investimento per le aree urbane calabresi, in primis Reggio che è la città più importante, e invitiamo tutti ad una cooperazione responsabile per fare gli investimenti e le politiche realmente di innovazione per i nostri territori.

 

 

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