Lettera al presidente Loiero

Polo della logistica porto Gioia Tauro, avviare tavolo di programmazione

Caro Agazio,

nell’ apprezzare la tua decisione di un confronto tra la Regione e i Sindaci della Piana di Gioia Tauro, ci congratuliamo per il metodo partecipativo adottato.

Dopo tale primo incontro, è però necessario focalizzare le questioni su cui proficuamente lavorare per capitalizzare compiutamente il predetto metodo, evitando che esso rimanga solo come un’apprezzabile occasione di informazione.

In questo scenario, riteniamo che Il primo aspetto che si deve affrontare è la modifica dell’intesa Generale Quadro (16 maggio 2002) e del relativo atto aggiuntivo stipulato tra il Governo e la Regione Calabria il 23 novembre 2005.

Noi reggini non abbiamo il complesso del “campanile” e per questo non abbiamo raccolto le provocazioni dell’opposizione circa la nomina di Nola, per le questioni relative al Porto di Gioia Tauro e di Gianfranco Grimaldi a Presidente dell’Autorità Portuale (già assessore nella giunta Chiaravalloti).

Reputiamo, nel merito, che la questione su cui lavorare sia la sostanza degli accordi che riguardano la logistica, e le scelte che sono state fatte con altri strumenti, perché su questo argomento strategico si gioca la possibilità di proseguire nel consolidamento di una regione normale e senza conflitti territoriali e tensioni.

Siamo scevri dal pensare che le scelte – come nel passato – possano produrre penalizzazioni o valorizzazione di territori a scapito di altri e, nel caso di specie, programmare ed utilizzare, secondo l’ancient regime, infrastrutture con logiche errate.

In questo senso è fuori da una logica economica ed industriale la realizzazione di sistemi integrati di stoccaggio, trasformazione e movimentazione delle filiere merceologiche che abbiano a che fare con il porto di Gioia Tauro in altre province.

Siamo fermamente convinti dell’importanza strategica che riveste per l’intera Regione, per l’area del Mediterraneo, il porto di Gioia Tauro. Quindi, immaginare che lo sviluppo delle iniziative industriali sia di competenza esclusiva di altri territori, equivale a sostenere che la Piana ( il porto) di Gioia Tauro serve solo come mera porta di ingresso e transito, una gateway. Se questa “rotta” non venisse corretta, nel senso di una complessiva valorizzazione del porto e dell’area connessa ( e, per effetto, per l’intera piana), attraverso la realizzazione del sistema di stoccaggio, trasformazione e movimentazione delle filiere merceologiche, di fatto, verrebbero dispersi i benefici potenziali che sull’intera area potrebbero dispiegarsi verso altri territori con una diseconomia evidente.

Fa piacere ed è coerente con la nostra logica che il progetto denominato LogNet ( società capofila Medcenter), con un investimento complessivo (pubblico-privato) di 23,662 milioni di euro, avvierà una serie di interventi nell’area di Gioia Tauro, realizzando attività di monitoraggio, laboratori tecnologici, programmi di alta formazione e di ricerca industriale sul tema della logistica.

E’ però evidente che in una logica più complessiva di sviluppo e memori dell’indirizzo politico della discontinuità rispetto al passato ( anche nella scelta degli uomini che questo cambiamento devono realizzare e rappresentare), il permanere dell’assetto istituzionale dell’ASI è una sorta di “continuiamo” e non di visibile rottura con il passato. In ciò sono meritevoli di attenzione, sotto l’aspetto della coerenza e correttezza, le dimissioni di Lucio Dattola da presidente dell’ interporto ( società sulla quale, al momento, ci si astiene da considerazioni sulla compagine sociale: in essa, ad esempio, non vi è la Regione!).

Concludendo, in un sistema di infrastrutture portuali che registra perdita di quote di traffico in altre realtà del Mediterraneo, l’isola felice di Gioia Tauro rappresenta un modello di sviluppo ed intraprendenza commerciale che sta determinando un reale sviluppo della portualità centro mediterranea: esso va sfuttato per lo sviluppo locale. Ormai Gioia è un fenomeno mondiale che, in vero, non riscontra sino in fondo l’attenzione della politica locale. Esso è cresciuto quasi naturalmente. Ma ora , affinchè possa infondere tutti i suoi potenziali benefici economici ( e quindi sociali) all’intera Calabria necessita, anche, di un sapiente governo regionale.

Crediamo, infine, che non sia possibile che, su vicende come Gioia Tauro, si vada avanti o per informative frammentarie o su iniziative dei singoli che non rientrano in una programmazione regionale. Per questi motivi, ti chiediamo di avviare un tavolo tecnico di lavoro per discutere e modificare gli accordi e gli schemi precedentemente intrapresi.

Cordialità

Demetrio Naccari Carlizzi e Luciano Racco

 

 

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